Lorenzo Poggi

Si sposa nel 1934 con Luisa Rocchi, figlia d’un professore del Collegio Cicognini di Prato, ed hanno sei figli: Ida, Carla, Antonio, Maria, Giulia, Giovanni  ed otto nipoti.

La moglie che ha la passione del piano e della pittura, si dedica pienamente alla famiglia ed è compagna affettuosa, paziente e solidale di Lorenzo.

 

Lorenzo nel 1929 diventa assistente alla cattedra di Fisica Tecnica, che era stata del Professor Antonio Pacinotti (inventore della dinamo) e successivamente di Cassuto e Polvani. Diventa libero docente di Aerodinamica nel 1932, Direttore incaricato dell’Istituto di Fisica tecnica dal 1935 ed infine nel 1947 professore di ruolo, presso la Facoltà d’Ingegneria di Pisa.

 

Un evento importante nella vita del Lorenzo è la partecipazione, insieme al prof. Pistolesi, al “V Congresso Volta”, un congresso internazionale tenutosi a Roma nel 1935, che ha risonanza mondiale. Negli Atti del Congresso, in due pagine successive, sono riportate le foto con i medaglioni di Panetti, Pistolesi, Prandtl e il Poggi trentenne.

Per quanto riguarda il settore dell’Aerodinamica, negli anni '30 è difficile mettere insieme un poker di nomi di così elevato livello.

Esiste un carteggio che testimonia il viaggio di Lorenzo Poggi a Roma, in cui descrive il gran lusso dell’albergo in cui era ospitato e la gioia di aver presentato al suo maestro von Kàrmàn, un nuovo lavoro. Nello scambio epistolare si lamenta anche di un grave malanno, causatogli al gomito destro da una brutta caduta di motocicletta che, guarito in modo quasi miracoloso per l’epoca, gli lascia però esiti invalidanti per tutta la vita.

Lorenzo non era il classico professore, cioè lo specialista di una specifica disciplina che, seppure molto ampia, costringe il ricercatore ad operare in un ambito ristretto. Egli, a mano a mano che si proponevano nuovi indirizzi o nuovi corsi di laurea, era interpellato dai colleghi, per affrontare le nuove materie, che gli venivano proposte e affidate direttamente per incarico.

Egli assume così (oltre alla Fisica tecnica per tutti i corsi di laurea in ingegneria) successivamente nei vari anni, gli incarichi dell'insegnamento delle nuove discipline: “Motori per aeromobili”, “Complementi di macchine termiche ed idrauliche”, “Teoria dei servomeccanismi”, “Regolazione dei reattori nucleari” e “Gasdinamica”.

Quando negli anni '70, viene istituita la Facoltà d’Ingegneria a Firenze, diventa il primo professore di Fisica tecnica e insegna pure, per brevi periodi, presso l’Accademia navale a Livorno e la Scuola di guerra aerea a Firenze.

 

Una parte considerevole della sua attività è stata rivolta all'assistenza ai laureandi, nello svolgimento delle tesi di laurea, che sono state conservate nella quasi totalità (in numero di circa 370) nel Fondo Poggi presso il Dipartimento di Energetica e sono testimonianza di un impegno e di una dedizione alla formazione veramente sorprendenti. 

La maggior parte degli argomenti assegnati provenivano da sue idee originali nell'ambito degli impianti e motori termici, apparecchiature sperimentali e dispositivi di vario genere progettati secondo approcci teorici da lui stesso suggeriti e nella maggior parte dei casi, realizzati dagli studenti con l’aiuto di pochissimi tecnici volenterosi, che spesso si trovavano a lavorare con macchine utensili non propriamente raffinate.

 

Come si è detto, la prima attività del Poggi ricercatore si rivolge a problemi di Aerodinamica teorica, a cui si riferiscono sette lavori, pubblicati fra il 1930 e il 1932 sulla rivista “L’aerotecnica” e sugli “Atti della Pontificia Accademia delle Scienze - Nuovi Lincei”.

La pubblicazione dal titolo “Azioni aerodinamiche su di un ellissoide di rotazione investito da un vortice con l’asse posto sul suo piano equatoriale e da una corrente traslatoria parallela al suo asse” fu di particolare interesse per comprendere gli effetti deleteri che possono essere provocati dai fortissimi momenti flettenti agenti sulla struttura di un dirigibile che incontri un vortice avente asse normale alla sua velocità. In essa si dimostra l’impossibilità ponderale del dirigibile a resistere a sollecitazioni indotte da vortici possibili nell’atmosfera temporalesca. Molte tragedie europee e americane, nelle quali in quei tempi furono coinvolti dirigibili, hanno questa spiegazione.

 

Poggi ha dedicato ininterrottamente 50 anni della sua vita alla ricerca interessandosi a molti campi dell’Ingegneria in maniera sorprendentemente originale in virtù del fatto che possedeva un modo sintetico di avvicinarsi ai problemi, che gli derivava “dalla capacità di comprendere a fondo e di padroneggiare le idee fondamentali di ciascuna metodologia ed i meccanismi matematici mediante i quali le metodologie vengono applicate e di valutare gli ordini di grandezza degli errori di approssimazione da cui ogni modello matematico della complessa realtà fisica è inevitabilmente affetto”.

 

Quando pensava intensamente, sprofondava in una vecchia poltrona del suo studio mordicchiando l’indice ripiegato di una mano, e spesso si alzava a passeggiare canticchiando in uno stile che l’assistente definiva gregoriano-alpino, attribuibile alla lunga frequenza, fin dalla gioventù, di associazioni studentesche cattoliche. Questo era in genere il segno che il ragionamento che aveva seguito aveva dato buoni risultati. L’assistente, quasi inconsciamente, cominciava anche lui a mordicchiarsi il dito della mano, forse sperando che servisse a concentrarsi. Dopo qualche giorno un provvido collega amico, molto opportunamente gli faceva notare che sarebbe stato rapidamente oggetto di battute sarcastiche, perché quello era un vezzo tipico del suo maestro. L’assistente ringraziava del consiglio, comprendendo che un uomo geniale non può essere imitato, ma è bene conservare la propria individualità.

Per quanto riguarda la sfera famigliare, da metter in evidenza è stata sicuramente la sua statura morale che viene in luce soprattutto nelle vicende umane che Lorenzo Poggi si è trovato ad affrontare.

Quando il suo ultimo figlio che era Down non trova a Pisa un ambiente formativo adatto alle sue condizioni mentali (siamo nei primi anni sessanta, quando il problema dei disabili non è ancora preso in considerazione dalle strutture pubbliche) il professore, con la collaborazione attiva della moglie, che nel frattempo si era diplomata presso la scuola ortofrenica di Firenze, mette in atto un programma, realizzato tra le mura della sua casa auto disegnata,  all’interno della quale riserva un locale a ragazzi che come il suo necessitavano di particolare attenzione e affetto, dove avrebbero potuto imparare una forma di modesto artigianato, come la creazione di canestri fatti di castagno. Fondò inoltre a Pisa la sezione locale dell’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Fanciulli e Adulti Subnormali). 

Il modesto laboratorio divenne poi a Pisa seme di attività pubbliche meglio strutturate, in favore dei disabili.

 

Lorenzo Poggi fu profondamente religioso,  e la sua religiosità fu sempre intesa come servizio, espletato sia nei confronti delle istituzioni cattoliche, (a Pisa fu presidente della FUCI, delle ACLI, della San Vincenzo, dei Laureati cattolici) sia nei confronti dei bisognosi di assistenza morale e materiale (scherzando parlava dei suoi “clientes" alla latina).

 

Durante la grave malattia che ha causato la sua prematura dipartita, l'impossibilità di fornire l'adeguata assistenza agli allievi che avevano iniziato sotto la sua guida delle attività di ricerca, è stata per lui fonte di grande preoccupazione.

Il 27 maggio 1978, all'età di 73 anni si spegne a Pisa.

La moglie Luisa muore nel 1992.

 

Il figlio Giovanni è venuto a mancare nel 2003, la figlia maggiore Ida  insegnante di italiano e latino nei licei si è spenta il 10 giugno del 2015. 

La figlia Giulia è ordinaria di letteratura spagnola nella facoltà di Lettere dell'Università di Pisa. Carla vive a Pavia. Maria a Modena.

 

La casa di via Collodi 32 a Pisa, che Lorenzo ha progettato ed è stata abitata dalla famiglia dal 1958, è adesso abitata dal figlio Antonio e dal nipote Lorenzo.