Lorenzo Poggi

arrivato maschio, che godeva di tutte le attenzioni anche culinarie. In effetti la rivalità che era sempre esistita tra ultimo e penultimo arrivati, in questo caso fu più scottante. 

 

In tempo di guerra Lorenzo aveva circa due anni. Qualcuno dotato di talento musicale gli aveva insegnato il brano “Pace e Gioia per mill’anni, per millanni pace e gioia”. E ogni tanto nel buio del rifugio e nel rumore delle bombe che cadevano vicine, credendo di rallegrare i compagni di sventura con il suo canto innocente, lo intonava.

 

Tornato nella città di Padova, dopo la fine del conflitto, il piccolo Lorenzo si rivelò nemico nei confronti di una iniziativa di allevamento anatroccoli sul terrazzo di casa, in quanto gli piaceva prendere in mano gli animali ma se si dibattevano non riusciva a evitare che cascassero sul pavimento, con morte quasi assicurata per la povera bestiola.

Dal terrazza interna di casa aleggiavano spesso i vocalizzi delle allieve della soprano Iris Adami Corradetti, e può darsi che il futuro membro di un coro parrocchiale abbia avuto da lì l’ispirazione verso questa meno pericolosa forma di occupazione del tempo libero.

Infatti Lorenzo, giudice di Corte d'appello al massimo della carriera, si dedicò con passione al canto corale, soprattutto religioso.

Lorenzo è stato giudice a Torino in Tribunale (1969-1989) e in Corte d'appello (1990-2011).

 

Sposato con Maddalena Zan nel '75 con la quale vive a Torino.

Maddalena ha seguito la famiglia d'origine in diversi luoghi del mondo perché il papà era manager della Fiat ed ha svolto, tra il '70 e l'85 il ruolo d'insegnante di lettere in scuole medie pubbliche, di lingua spagnola in scuole superiori private, il ruolo di Preside oltre che promotrice di programmi di scambio tra le scuole medie europee ed americane ed attiva all'interno del sistema scolastico.

 

Lorenzo e Maddalena hanno 2 figli, Diego Maria, Avvocato che vive a Torino e Carlo Maria che è Manager per l'Oreal e vive a Milano con la moglie Cristina, la figlia Chiara nata nel 2012 ed il figlio Amedeo nato nel 2015.

 

La più recente iniziativa culturale di Lorenzo è stata la collaborazione all'Edizione Tallone di un libro che oltre a riproporre l'eterno Pinocchio completo di illustrazioni “classiche”, racconta del contesto culturale e politico della Toscana della metà dell'800, entro il quale la pubblicazione originale era maturata. Racconta del salotto letterario (di cui faceva parte anche il Collodi) tenuto da Giulia Poggi Romagnoli, moglie del senatore Enrico (bisavolo di Lorenzo), già ministro nel gabinetto Ricasoli (1859-60).

 

Lorenzo si è anche dedicato nei suoi scritti anche a questioni letterari e di costume con il saggio: “Pinocchio, la coscienza critica del suo Autore” ed “Etica per adulti. E' possibile vivere da cristiani?”.

 

Lorenzo ha scritto un libro in cui commenta i primi 12 Articoli della Costituzione italiana, “Principi fondamentali della Costituzione italiana”, Edito Enrico Tallone (1997).

 

Ecco alcuni estratti:

 

Articolo IV

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere secondo le proprie possibilità e la propria scelta un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

 

Commento di Lorenzo Poggi all'Articolo IV

 

"... come impegno concomitante di reciprocità con questo ruolo di agenzia promotrice di lavoro che la Repubblica assume, vi è il dovere di ogni cittadino di svolgere secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o funzione che concorra al progresso materiale e spirituale della società. Una società diventa cioè giusta quando essa propone al cittadino una gamma di possibilità di lavoro, in cui impegnare le proprie risorse psicoaffettive per poi decidere verso quale attività o funzione indirizzarsi per trarre e far trarre la società il miglior vantaggio con il risultato di contribuire al progresso materiale o spirituale della società."

 

 

Articolo IX

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione.

 

Commento di Lorenzo Poggi all'Articolo IX

 

"L'impegno della Repubblica a promuovere la cultura e la ricerca, investe sia le strutture statali sia quelle pubbliche locali ma anche quelle private fornite a volte di mezzi agili ed efficaci per lo sviluppo di questi beni immateriali ma importantissimi.

La cultura non è il pesce ma il modo di pescarlo e cucinarlo.

La cultura - dal latino "colere" - è la funzione di crescita di semi coltivabili e aggrega tante attività che richiedono l'uso coordinato delle 3 attività della mente umana: memoria, intelligenza e fantasia.

L'attività di Istruzione parte dalla semina nella mente umana di nozioni che intelligenza e fantasia aiutano la memoria a ricevere e conservare nel proprio deposito più o meno esteso. Prosegue con la cultura, cioè con lo sforzo di avvicinare le nozioni ad altre nozioni con cui si intersecano e sì moltiplicano come un prodotto di fattori matematici. I semi della memoria si trasformano così in piante più o meno alte di cultura che permettono alla mente di assaporare la realtà esterna.

Alla funzione di cultura segue quella di ricerca, che mira a far fruttificare le nozioni coltivate in prodotti della fantasia creatrice. Mentre la cultura è la fase di rilettura interna delle nozioni memorizzate ("intus legere - intelligere" per estendere le nozioni e congiungerle ad altre) la ricerca è la fase in cui la fantasia seleziona e scarta i prodotti e le combinazioni per perseguire un certo fine con mezzi prima inusitati o per far servire ad altri scopi i mezzi prima conosciuti...".