Guido Tallone

trova a decorare, negli anni intorno al 1920, le pareti del palazzo a Locarno costruito dal fratello Enea. A Locarno città che cercava di darsi un immagine di città moderna e turistica non tardarono ad arrivare a Guido commissioni soprattutto di ritratti da parte dei committenti del fratello Enea e di altri signori del posto o di passaggio. Si parla per es. un ritratto del principe ereditario Guglielmo di Berlino, in esilio a Locarno nella prima metà degli anni '20. La sua pittura evolve con una certa discontinuità nei decenni successivi. Con la mostra alla Galleria Nova di Milano, nel 1941 espone su 40 pezzi 7 ritratti, Guido comincia ad essere considerato non solo come ritrattista. Davanti alla casa della famiglia ad Alpignano c'è un tratto di binario, sopra al quale appare una locomotiva che era alla Fiat e che i Tallone decisero appunto di appropriarsene ed esporla davanti a casa.

Con l'alluvione di Firenze del '66 anche Guido si prodiga per favorire la rinascita della città e mette in vendita una serie di quadri a New York nella storica Libreria Rizzoli.

Muore ad Alpignano nel 1967.