Ettore Jacopo Romagnoli

all'interno della Guida stessa.

La ristampa nel ’32 è dedicata alla marchesa Vittoria Chigi.

 

Conosce quella che nel 1814 sarà la moglie, Teresa Borghesi, 20 anni più giovane, figlia di Violante Medici e Marcantonio. Seguono lunghi contrasti in quanto appartenenti a due diverse caste.

 

Hanno 3 figlie, Polissena Eudosia Antonina, Eudosia Cleofe (che alla cresima cambia il nome in Giulia) e Tommasina Pia Cornelia. Tra queste Giulia (nata il 25 settembre 1824) mostra un carattere deciso e una volontà di agire in modo autonomo, a differenza della maggior parte delle sue coetanee. Contro la volontà del suo gonfaloniere e tutore, che vorrebbe scegliere per lei un “partito” adatto alla sua condizione sociale, si ribella a queste pressioni e decide di terminare in convento la sua educazione, assieme alla sorella Tommasina.

Naturalmente un comportamento così audace solleva una certa attenzione nella cerchia delle sue amicizie. Ad esserne piacevolmente impressionato sarà un giovane, Enrico Poggi che apprezza la sua audacia e chiede subito ad un parente di aiutarlo a conoscere la giovane. L'incontro avviene in terreno neutro, in un paese equidistante da Siena e Firenze, a Barberino di val d'Elsa, il primo maggio 1843. La decisione di sposarsi giunge veloce, ma il 22 giugno data destinata, purtroppo non si potrà realizzare causa la morte del fratello dello sposo venticinquenne, colto da tubercolosi. Le nozze tra Giulia ed Enrico Poggi saranno celebrate quindi il 12 luglio, senza particolari solennità.

 

Buon conoscitore della lingua francese, Ettore Romagnoli traduce un trattato sulla musica: “Libertà della musica” di Jean Baptiste Le Rond D’Alembert ed anche “Gli elementi di musica teorica e pratica” di Jean-Philippe Rameau.

 

La musica è stata la sua prima passione, infatti già a 13 anni si esibisce con il violino al Saloncino dell'Accademia dei Rozzi (dove anche Vittorio Alfieri era solito leggere le sue opere) e 2 anni dopo fa il suo debutto al Teatro degli Intronati. Nel corso della sua vita si esibisce nei principali luoghi della città e nelle case del nobilato.

Lui e il fratello sono tra i principali fondatori di una delle Accademie di musica senesi.

Nella seconda parte della sua vita Ettore rallenta la sua attività di compositore ed esecutore, e la sua ultima esibizione pubblica sarà nel 1810 presso la villa dei Ramirez de Montalvo a Campi, Firenze dove suonarono i 2 fratelli Romagnoli insieme ad Andrea Martini detto Il Senesino.

La storia dell’arte Senese è stato uno dei massimi interessi di Ettore Romagnoli, infatti studia in modo approfondito l’intero patrimonio storico artistico, architettonico, monumentale e paesaggistico della città e della provincia di Siena.

I risultati di questa meticolosa attività di ricerca sono riscontrabili nella “Nuova guida della città di Siena per gli amatori delle belle arti” del 1822, corretta poi e ristampata nel ’32.

 

Si occupa di realizzare un voluminoso manoscritto, “Biografia cronologica dè Bellartisti senesi, dal 1200 al 1800”, diviso in 12 tomi (per un complesso di 11.000 pagine), più il 13 che è l'indice, donato nel 1835 dall’autore alla Biblioteca di Siena.

Ciascun manoscritto narra la storia degli artisti del territorio senese nelle varie discipline: scultori, orafi, disegnatori.

Realizza poi anche una “Raccolta biografica d’illustri senesi” dove gli autori raccontati sono sconosciuti alla maggioranza, ma ha l'obiettivo di portare alle luci della ribalta ciò che altrimenti rischierebbe di finire nell’oblio del tempo.

Come storico d'arte manifesta il suo interesse anche per collezioni semi nascoste nelle case private tenute appartate da una gelosia, ma lui riesce a trovare aperte le porte e la disponibilità delle persone.

Durante il suo soggiorno veneziano dove visita tutti i capolavori artistici, tiene una relazione amichevole con Antonio Canova, il quale lo apprezza per il gusto dimostrato nelle cose d'arte.

Nel 1815 poiché l'archivio diplomatico della repubblica senese era ritornato a Siena da Parigi, dove era stato inviato durante la dominazione napoleonica, il Romagnoli avrà l'incarico di riordinarlo, venendo così a conoscenza di ulteriori documenti.

 

La passione per il disegno riguarda tutta la vita del Romagnoli, iniziata fin da bambino quando frequenta i corsi di Lorenzo Feliciati per 6-8 anni. Si tratta di un abbozzo di accademia cittadina.

Per Romagnoli il disegno rappresenta un hobby nei momenti di riposo e libertà quando era ospite nelle ville dei facoltosi senesi, e lo dimostrano i disegni di vedute paesaggistiche da lui realizzati che ritraggono il territorio dell'antica Repubblica senese.

Muore nel 1838.

 

Nella Biografia cronologica dè Bellartisti senesi, dal 1200 al 1800, viene descritto Simone Martini pittore, scultore e miniatore (1297-1344) detto anche Simone Senese.

La storia dell'artista viene narrata attraverso riferimenti alle sue opere da parte sia dei contemporanei che dei critici che si sono succeduti nel corso dei secoli.

Un suo dipinto, una miniatura viene ad es. viene ammirata dall'Abate Carli, nel 1774 all'Ambrosiana di Milano.

“Simone vince Giotto” è una frase che emerge dal tomo 22 carta 93, delle lettere senesi.

Simone partecipa, assieme a Giotto alla decorazione del mosaico della navicella di San Pietro a Roma. Viene chiamato ad Avignone al tempo del Papa Clemente V nel 1305 dove realizza molte pitture a fresco e in tavola.

Tra le sue realizzazioni spicca la Madonna col Bambino, 1305-1310 nella Pinacoteca Nazionale di Siena

Ad Avignone Simone conosce il poeta Francesco Petrarca. Leggenda vuole che proprio il Martini abbia ritratto Laura, come celebrano i versi dei sonetti LXXVII e LXXVIII del Petrarca stesso.

Simone Martini muore nel 1344 ad Avignone.