Carlo Antonio Vigo

Nella sua professione di medico chirurgo, Carlo Antonio si distingue per le attenzioni particolari che rivolge ai pazienti. Usa infatti la sua casa in Liguria per ospitarli durante i periodi di convalescenza, in modo che l'aria salubre possa aiutarli a guarire. Carlo e Francesca hanno 2 figli, Carla (nata nel 1928) e Franco (nato nel 1930).

Un evento che lo ha segnato nella sua coscienza di medico e di fratello risulta essere la vicenda dolorosissima che lo vede arrivare troppo tardi in soccorso della sorella Valentina diciannovenne quando ormai la peritonite rendeva vano ogni intervento.

Assieme al personale ospedaliero, Carlo riesce a trasformare la sede dell'Ospedale Civile di Sansepolcro in un vero e proprio rifugio sicuro per molti ebrei, durante la seconda guerra mondiale. Tra di essi spicca la figura del critico letterario Attilio Momigliano e della moglie. Attilio Momigliano aveva perso la cattedra a Firenze a causa delle leggi razziali e dopo il periodo a Sansepolcro lui e la moglie riescono finalmente a passare le linee con l'aiuto dei sacerdoti locali, il 18 agosto 1944. Solamente nell'aprile 1945 riusciranno definitivamente a rientrare a Firenze.

Per salvare altri ebrei rifugiati nel suo ospedale, Carlo A. rischia anche di incorrere in pesanti rappresaglie, meritando con le sue gesta eroiche un riconoscimento anni dopo, con il suo nome attribuito ad una strada importante di Sansepolcro.

Un tragico evento accadde il 3 ottobre 1944 quando saltato su una mina mentre stava percorrendo sulla sua moto Sertum una strada di campagna per recarsi a curare un contadino morso da una vipera, Carlo A. muore a seguito dell'esplosione. Nell'edizione 1944 della Gerusalemme Liberata del Tasso, Attilio Momigliano rivolge un'esplicita dedica al Dott. Vigo: “alla memoria del Dott. Carlo Vigo ucciso da una mina tedesca dopo una vita breve e generosa”.

 

La figlia Carla si laurea in Lingue a Perugia, e insegna lingua francese nella scuola pubblica per molti anni. Sposa un avvocato del Bresciano, Silla De Ambrogio con il quale ha 3 figli, Francesco, Elena e Valerio. Carla conduce una vita attiva nelle sua professione, che viene fortemente scossa a causa della tragica morte del figlio primogenito 23enne Francesco, vittima di un terribile incidente che la chiude in una forma di lutto perenne, nonostante la presenza e il conforto degli altri due figli. Elena diventa avvocato, sposa un medico e svolge la professione nello studio paterno con successo.

Franco, secondogenito di Carlo A. e Francesca sposa Clementina a Caprese Michelangelo con la quale ha 2 figli, Carlo ed Elisabetta. Grande amante della nature, decide di occuparsi delle aziende agricole di famiglia, nella zona che comprende Sansepolcro e Caprese Michelangelo. Il figlio Carlo avrà due figli, Francesca e Paolo. Elisabetta avrà tre figli, Martina (nata nel 1987), Rachele (nata nel 1990) ed Edoardo (nato nel 1993).

 

L'antica Torre di Berta che troneggiava nella piazza centrale, rappresenta una delle immagini simbolo delle devastazioni arrecate a Sansepolcro dalla guerra.

In fondo alla piazza si trovava l'abitazione del Dott. Carlo Vigo che fu totalmente distrutta da un esplosione in cui furono utilizzate anche bombe d'aereo collocate all'interno. Il giorno 31 luglio del '44 Carlo Vigo alle 5 del mattino assistette all'esplosione.

Informazioni tratte da La via del Trebbio 1940-1944 di  A.Lucernesi A. Bertocci - editore Via Maior

Una piccola Gerusalemme sulle sponde del Tevere. Storie di preti, medici ed ebrei rifugiati nell'alta Val Tiberina, 150° Anniversario dell'Unità d'Italia.