famiglia Poggi 

testimoni di vite in un'Italia che cambia

la famiglia Poggi tra il 1750 e il 1850

Ettore Jacopo Romagnoli

(22 ottobre 1772)

 

Appartiene ad una famiglia della media e piccola borghesia, infatti il padre modesto mercante di Siena teneva una bottega in una delle principali strade della città. Ettore Romagnoli è uomo di spicco nella Siena di fine ‘700 e inizi ‘800.

Uomo di multiforme ingegno, musico e musicista, disegnatore, geografo, storico dell’arte, bibliofilo, scrittore di cose senesi, uomo coltissimo, di vasti interessi e di bell'aspetto.

Vero animatore dei salotti senesi e punto di riferimento per gli accademici del tempo.

In un momento storico in cui la cultura era un feudo esclusivo di nobili, prelati e ricchi borghesi, Romagnoli era un figlio del popolo ma grazie alla viva intelligenza e carattere d’acciaio, riesce nell’intento di “viver d’arte, amore e lettere”.

Un uomo che s’ingegna per restituire alla sua città, Siena ciò che il destino gli aveva offerto.

Come disegnatore diventa cronista di paesaggi del territorio senese, infatti si occupa di realizzare la Guida di Siena, stampata all’epoca con molti errori.

Nel 1821 viene stampata la descrizione del Duomo,

Pietro Giovanni Poggi

(1772)

 

Erede maschio della famiglia Poggi del casato originario di Rocca di S.Casciano (provincia di Forlì). Il casato imparentato con gli Alighieri poiché, come scrive il Boccaccio, la sorella dello storico Poeta si sarebbe maritata a Leone Poggi (banditore del Comune).

Pietro Giovanni all'età di 7 anni diviene orfano di padre.

Abbandonato un anno dopo dalla madre francese, Anna Belgirè che si risposa, a 14 anni lascia quasi ogni suo avere alle sorelle e decide di trasferirsi a Firenze.

Da allora l'illustre famiglia rimane indissolubilmente

legata al destino della città.

Pietro Giovanni trascorre gli anni universitari a Pisa, dove consegue la laurea in legge ed inizia ad ottenere esaltanti risultati nel suo lavoro offrendo servizio alle più alte cariche pubbliche fino a servire una folta ed illustre schiera di clienti tra cui i Corsini, gli Strozzi, i Guicciardini.

Congiunto con Anna Mazzoni, di povera condizione, assieme hanno 5 figli.

Nell'agosto del 1803 il primo figlio Girolamo muore a 3 anni di età, di convulsioni.

Giuseppe Poggi

(3 aprile 1811)

 

Ingegnere, architetto e urbanista che maggiormente influenza il volto di Firenze nell'800.

I modelli di Giuseppe Poggi sono raffaelleschi o palladiani.

Giuseppe ha la tempra dei vecchi maestri fiorentini dei quali possiede l'ardita genialità congiunta con la tecnica di un provetto ingegnere.

Inizialmente riceve molte commesse dalla nascente borghesia ottocentesca per la creazione, la ristrutturazione e l'ammodernamento di ville, palazzi e giardini.

Villa Favard – 1857, voluta dalla baronessa Fiorella Favard di Langlade, chiamata anche Palazzo Favard, si trova a Firenze, in via Curtatone.

 

Palazzo Gondi – 1490, costruito da Giuliano da Sangallo, è situato in Piazza san Firenze, a un isolato da Piazza della Signoria.

 

Palazzo della Gherardesca – tra il 1472-1480, costruito da Giuliano da Sangallo, si trova in Borgo Pinti a Firenze.

Giulia Romagnoli

(25 settembre 1824)

 

Tratto dalla biografia “La vita di Giulia Poggi (nata Romagnoli)”, scritta da Enrico Poggi. In questo estratto, Enrico ringrazia la futura moglie per avere accettato la sua proposta di matrimonio.

 

“Mia cara,

nel sentire con quanto gradimento ella ha emesso il consenso a divenire mia compagna per tutta la vita, ne ho provato indicibile consolazione, e ne ho tratto un sicuro presagio ch’ella saprà amarmi. Nel matrimonio io cerco appunto un’affezione pura e sincera, la quale

occupi tutto il mio cuore; e siami di conforto e d’alleviamento ai mali che nel corso della vita si incontrano. Ed ella unisce tante doti di spirito da ripromettermi questa affezione, e con essa la pace nella domestica vita che sola può meritare il nome di terrena felicità. Dal canto mio mi studierò perché le speranze di benessere da lei fondate nella nostra unione non vengano meno, e perché ella ritrovi in me un compagno affettuoso e zelante di renderla contenta e tranquilla …”.

                       Enrico Poggi

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Palazzo Favard